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25 aprile, “Monterosi non resti più in silenzio”: la lettera di un cittadino al Sindaco

25 aprile, “Monterosi non resti più in silenzio”: la lettera di un cittadino al Sindaco

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al Sindaco, Presidente del Consiglio Comunale e Consiglieri di maggioranza ed opposizione di un nostro concittadino, Alessio De Giorgi

Gentile Sindaco, Gentile Presidente del Consiglio Comunale, Gentili Consigliere e Consiglieri,

Mi rivolgo a voi con spirito civico e con il desiderio di offrire una riflessione che, sono certo, non sarà estranea alla sensibilità di nessuno di voi. Ho rilevato che nel nostro Comune il 25 aprile, anniversario della Liberazione, non trova ad oggi espressione in alcun momento pubblico di commemorazione. Non è mia intenzione formulare critiche, né ignorare le molteplici responsabilità che gravano su chi amministra una comunità. Ritengo tuttavia che questa assenza meriti una riflessione condivisa, perché la data del 25 aprile non è una ricorrenza qualunque.

Essa rappresenta il fondamento stesso della nostra vita democratica: il momento in cui l’Italia scelse — a prezzo di sangue e sacrificio — di tornare ad essere uno Stato libero, fondato sui diritti, sulla dignità della persona e sul principio di legalità. Un patrimonio che non appartiene a una parte politica, ma all’intera nazione, e che trova nella Costituzione repubblicana la sua espressione più alta e duratura.Anche il nostro territorio ha legami diretti con quei giorni.

Monterosi fu teatro, il 9 settembre 1943, di uno dei primi episodi di resistenza all’avanzata tedesca dopo l’armistizio: il Sottotenente del Genio Ettore Rosso e quattro commilitoni si sacrificarono sulla Cassia per fermare una colonna corazzata nemica, e per questo Rosso fu decorato con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Un fatto che merita di essere ricordato nella sua giusta dimensione storica — quella della scelta, compiuta anche da una parte dei militari italiani, di opporsi al fascismo ed al nazismo. Il territorio circostante reca, d’altra parte, ferite ancora più profonde: a Capranica e in altri centri della Tuscia, la repressione tedesca si abbatté con ferocia su gruppi di partigiani e soldati sbandati. E il pensiero non può non andare a Roma, alle Fosse Ardeatine, monumento tragico e imperituro di quella stagione di orrore.

Proprio per questo, ritengo che anche Monterosi potrebbe — e dovrebbe — riconoscere il 25 aprile con un momento pubblico di commemorazione: non necessariamente una cerimonia elaborata, ma un gesto sobrio e dignitoso — una deposizione floreale, un minuto di silenzio, la lettura di un passo della Costituzione — capace di trasmettere alle generazioni più giovani il senso e il valore di ciò che quella data rappresenta.

Non posso, a questo proposito, non notare una certa dissonanza. Oggi la nostra comunità ha celebrato con piena partecipazione istituzionale l’inaugurazione della sede dell’Associazione Nazionale Carabinieri — e ne sono sinceramente lieto. L’Arma ha scritto pagine indelebili nella storia della Resistenza italiana: basti pensare a Salvo D’Acquisto, che sacrificò la propria vita per salvare civili innocenti dalla rappresaglia nazista, o alla deportazione di migliaia di carabinieri dopo l’8 settembre, rei di non aver voluto servire l’occupante. Celebrare i carabinieri e tacere il 25 aprile è una contraddizione che merita, quanto meno, una spiegazione.

Sono persuaso che simili iniziative non dividano, ma uniscano. Che non alimentino contrapposizioni, ma coltivino quella memoria civile senza la quale una comunità rischia di perdere il filo della propria identità. Un Comune che non celebra il 25 aprile non è semplicemente un Comune con altre priorità: è un Comune che rinuncia a raccontarsi. E una comunità che seleziona quale parte della propria storia ricordare — e quale lasciare nel silenzio — non custodisce la propria memoria, la costruisce. Con tutto ciò che questo comporta.

Mi permetto pertanto di chiedere formalmente all’Amministrazione comunale di valutare, già in vista del prossimo anniversario, l’opportunità di colmare questa assenza. Sono disponibile, a titolo personale, a offrire qualsiasi contributo utile a tal fine.

Ringraziando per l’attenzione che vorrà riservare a questa lettera, porgo i miei più cordiali saluti.

Alessio De Giorgi, Monterosi (VT)

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