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Gabriele Neri, bronzo agli Italiani di pugilato: «Questa medaglia è l’inizio»

Gabriele Neri, bronzo agli Italiani di pugilato: «Questa medaglia è l’inizio»

Un esordio che vale già un posto sul podio nazionale. Gabriele Neri, 22 anni, di Monterosi, ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Italiani di pugilato, confermandosi tra i giovani atleti più promettenti del panorama nazionale. Alla sua prima partecipazione assoluta agli Italiani, il pugile monterosino è riuscito a imporsi in un contesto di altissimo livello, affrontando avversari di grande esperienza e dimostrando maturità tecnica e mentale. Un risultato che arriva a pochi mesi dal titolo regionale e che rappresenta un ulteriore passo in avanti in un percorso sportivo in costante crescita.

Gabriele, cosa rappresenta per te questa medaglia di bronzo ai Campionati Italiani rispetto al titolo regionale vinto nei mesi scorsi? È un punto di arrivo o di partenza?

Per me questa medaglia è ancora l’inizio, abbiamo solo fatto un passo in più rispetto al regionale svolto quest’estate.

Essere alla prima esperienza agli Italiani e salire subito sul podio non è scontato. Ti aspettavi un risultato del genere o ti ha sorpreso anche personalmente?

Nonostante fosse la prima esperienza agli Italiani avrei voluto con tutto me stesso arrivare al primo posto, ma anche la medaglia di bronzo è un buon inizio. Mi fa capire che bisogna ancora lavorare per raggiungere l’obiettivo finale, nonostante tutti i miglioramenti fatti in un anno.

Nei match disputati hai affrontato avversari di altissimo livello. Qual è stato l’incontro più difficile dal punto di vista mentale, prima ancora che fisico?

Il match più difficile di quest’anno è stato sicuramente il primo incontro svolto in Francia. Ero da solo in un Paese straniero ad affrontare pugili di calibro internazionale e in quel momento ho capito che, per salire di livello, avrei dovuto alzare l’asticella.

Cosa cambia davvero quando si passa dalle competizioni regionali a un Campionato Italiano Elite?

Passare dai regionali agli Italiani, a livello emotivo, cambia molto, perché è il livello stesso della competizione a salire: dal ring più ampio alla qualità degli avversari più elevata, per non parlare della presenza delle cariche più alte di questo sport, sia a livello sportivo che direttivo.

Monterosi ti segue con grande orgoglio: sei fiero di rappresentare il tuo paese su un palcoscenico nazionale?

Assolutamente sì. Una parte di questa medaglia è dedicata a tutto Monterosi che mi ha sostenuto in questa parte del mio percorso e sono orgoglioso di portare il mio nome e quello del mio paese sempre più in alto.

Nella boxe si parla spesso di sacrifici, ma meno delle rinunce: ti stai privando di qualcosa, a 22 anni, per inseguire questo percorso sportivo?

No, non sento di privarmi di qualcosa, nonostante la mia età, perché questa è la passione che mi sostiene da quando sono bambino. Non vedo tutto quello che faccio come un sacrificio, bensì come una spinta a fare sempre meglio.

Questa medaglia cambia i tuoi obiettivi a breve e medio termine?

No, i miei obiettivi sono sempre gli stessi da sempre. L’unica cosa che cambia è l’impegno, che crescerà sempre di più.

Quanto conta il lavoro del team e dei maestri in una competizione come i Campionati Italiani, dove ogni dettaglio può fare la differenza?

Personalmente, le persone che ti seguono dietro ogni passo che compi sono fondamentali. Il team che si ha può essere la chiave di volta del match e reputo il mio perfetto in tutti gli aspetti, sia per la preparazione mentale che tecnica.

Che messaggio vuoi mandare ai ragazzi che ti guardano come un esempio, non solo sportivo ma anche umano?

Inseguite sempre i vostri sogni, soprattutto nelle molteplici difficoltà. Questo vale sia per lo sport che per la vita di tutti i giorni: la cosa importante è non mollare mai, guardando sempre e solo la meta finale. Tutto verrà ripagato se si lavora a testa bassa, guardando il traguardo.

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