Il Viminale risponde sul caso Monterosi24: atti in Procura e una notizia di reato che coinvolge il Sindaco
Dalla risposta del Ministero dell’Interno all’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Ivan Scalfarotto emerge un elemento finora mai comunicato ai cittadini: nella vicenda del campo sportivo comunale “Marcello Martoni”, anche il Sindaco di Monterosi Sandro Giglietti risulta deferito all’Autorità giudiziaria.
È arrivata oggi la risposta del Ministero dell’Interno alle interrogazioni parlamentari presentate dal senatore Ivan Scalfarotto, la prima nel novembre 2024 e la seconda nell’aprile 2025, relative alla vicenda delle borse lavoro, ai manifesti affissi dal Sindaco contro il direttore di Monterosi24 e a un successivo esposto.

Il passaggio più rilevante riguarda la vicenda del campo sportivo comunale “Marcello Martoni”. Nella risposta, il Viminale riferisce che il 3 novembre scorso i Carabinieri della Compagnia di Civita Castellana hanno deferito in stato di libertà il Sindaco di Monterosi, insieme al gestore dell’impianto, in relazione all’apertura del campo sportivo avvenuta nel 2023, procedendo poi, qualche settimana dopo, all’acquisizione di atti e documenti presso il Comune.

Secondo quanto riportato nella nota ministeriale, gli accertamenti si inseriscono nel quadro delle segnalazioni arrivate alle autorità competenti, tra cui un esposto presentato nell’ottobre 2025 da un avvocato di Brescia. L’esposto riguardava la situazione dell’impianto sportivo comunale, l’utilizzo della struttura e la presenza delle autorizzazioni necessarie per l’apertura al pubblico.
Si tratta di un elemento nuovo, finora non noto al pubblico. Fino ad oggi, infatti, questa circostanza non era stata comunicata ai cittadini, pur riguardando il primo cittadino, l’amministrazione comunale e un bene pubblico.
La risposta ministeriale consente anche di rileggere in modo diverso le accuse rivolte in questi mesi a Monterosi24 e al suo direttore Nicolae Galea. Le questioni sollevate dal giornale, definite dall’amministrazione comunale come polemiche o addirittura come “informazione diffamatoria” nei manifesti affissi in paese, risultano oggi inserite in un contesto istituzionale ben più ampio.
La parte della risposta relativa alle borse lavoro è invece più cauta. Il Ministero ricostruisce gli esposti presentati, le richieste di chiarimento rivolte al Comune, le risposte fornite dall’amministrazione e la successiva trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. La risposta ministeriale conferma dunque che le questioni sollevate non sono state liquidate come semplici polemiche giornalistiche, né tantomeno personali.
Allo stesso tempo, il Ministero non scioglie tutti i nodi posti da Monterosi24 sulle borse lavoro: criteri di assegnazione, graduatorie, importi, regolamenti ed eventuali rapporti di parentela. Conclude però con una formula significativa, riferendo che “con riferimento all’operato del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di Monterosi, la Prefettura di Viterbo ha segnalato che sono in corso accertamenti da parte dell’Autorità giudiziaria, per il tramite delle locali Forze di polizia”. Insomma, la vicenda è ancora aperta e spetterà alla magistratura valutarne gli eventuali sviluppi.
Sulla vicenda dei manifesti, invece, la ricostruzione del Ministero è chiara e netta. Il Viminale conferma che il Prefetto di Viterbo intervenne invitando il Sindaco alla loro rimozione, e che l’invito fu reiterato. Un passaggio non secondario, perché dimostra che quella comunicazione non fu considerata una normale iniziativa istituzionale, ma un atto tale da richiedere un intervento della Prefettura.

Il quadro che emerge dalla risposta del Viminale è dunque chiaro: mentre Monterosi24 veniva pubblicamente attaccato per aver sollevato dubbi e posto domande, alcune di quelle stesse vicende erano oggetto di attenzione da parte della Prefettura, delle forze dell’ordine e della magistratura.
Per questo la questione non può essere liquidata come una semplice polemica locale. Riguarda il rapporto tra amministrazione comunale, informazione e cittadini. E pone una domanda politica molto concreta: perché l’amministrazione ha scelto di comunicare con tanta forza contro un giornale locale, ma non ha ritenuto di informare la comunità su un fatto rilevante come la notizia di reato che coinvolge il Sindaco e la successiva acquisizione di atti in Comune?
Il contrasto tra le due vicende è evidente. Quando si è trattato di attaccare Monterosi24 e il suo direttore Nicolae Galea, l’amministrazione ha trovato il tempo e il modo di affiggere manifesti in paese, utilizzando lo stemma del Comune e gli strumenti della comunicazione istituzionale. Quando invece dagli atti è emersa una notizia di reato che coinvolge il Sindaco, nessuna comunicazione è stata rivolta alla cittadinanza. A questa domanda, prima o poi, il Comune dovrà rispondere.