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Madonna della Neve, la politica locale invita al dialogo. Il 7 giugno parte la raccolta firme di Agrestini

Madonna della Neve, la politica locale invita al dialogo. Il 7 giugno parte la raccolta firme di Agrestini

Marco Agrestini ha protocollato oggi la richiesta per l’occupazione del suolo pubblico in vista del gazebo che verrà allestito il prossimo 7 giugno in piazza a Monterosi.

L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente la popolazione su alcuni temi legati alla storica chiesetta concessa alla comunità ortodossa. Tra le richieste avanzate da Agrestini vi sarebbe quella di mantenere la chiesa aperta tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, oltre a chiedere opinioni sul mantenimento degli arredi ortodossi introdotti negli ultimi mesi oppure sul ritorno all’assetto precedente.

Sulla vicenda Monterosi24 ha raccolto le dichiarazioni di alcuni esponenti politici locali.

Tordella (Vivi Monterosi): “Serve dialogo tra le comunità”

Il capogruppo di minoranza Tordella, raggiunto da Monterosi24, spiega di voler approfondire la questione ascoltando anche la comunità ortodossa: “Abbiamo iniziato un dialogo con il sindaco Giglietti. La situazione va vista da entrambe le parti. Come amministrazione dobbiamo difendere tutti.

Secondo Tordella il punto centrale sarebbe evitare divisioni: “Vorrei creare un dialogo tra le comunità, perché la divisione porta solo male”.

Sugli arredi ortodossi presenti nella chiesa, il consigliere propone invece un confronto tecnico: “Bisognerebbe istituire un tavolo per capire insieme come gestire la situazione”. Alla domanda se gli arredi creino disagio, Tordella risponde: “È normale che ci siano, poi quando serve vengono rimossi. Anche qui la cosa migliore resta il dialogo”.

Boccolini (Tre Monti Tre Rose): “Questione che riguarda la Curia”

Sulla vicenda interviene anche Federica Boccolini, segretaria di Fratelli d’Italia Monterosi, precisando di parlare “a titolo personale” e non a nome del partito.

Prima di esprimermi devo capire bene come funziona la gestione della chiesa, perché si tratta di una questione che riguarda la Curia”, spiega. Boccolini aggiunge di non aver apprezzato “i toni che ci sono stati”, definendoli discriminatori.

Per quanto riguarda gli arredi ortodossi, Boccolini sostiene che non rappresentino un problema: “Non mi dà fastidio quell’arredamento, anche perché non è definitivo e può essere rimosso. È comunque una situazione transitoria”.

Infine conclude: “Se la diocesi non ha fatto obiezioni sulla concessione, va bene così. La comunità ortodossa rappresenta un valore per Monterosi”.

Resta ora da capire quale sarà la posizione ufficiale della Diocesi di Civita Castellana, chiamata a rispondere ai chiarimenti richiesti da Mario Agrestini sulla procedura seguita per la concessione della chiesa. Nel frattempo saranno i cittadini a decidere se aderire o meno alla raccolta firme annunciata per il 7 giugno. Non è escluso, inoltre, che anche la comunità ortodossa possa promuovere proprie iniziative o raccolte firme a sostegno.

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