Ultime notizie
--:-- ☀️ --°
Caricamento articoli…

Non solo STOPLASTICA: il libro-verità di Massimiliano De Santis

Non solo STOPLASTICA: il libro-verità di Massimiliano De Santis
Progetto senza titolo

A Monterosi è conosciuto anche per essere il presidente dell’associazione STOPLASTICA, realtà impegnata nel sociale con il coinvolgimento di diversi volontari. Ma dietro l’impegno civile si nasconde un passato burrascoso, che Massimiliano De Santis ha deciso di raccontare senza filtri nel libro Mi racconto così, edito da Albatros nella collana Nuove Voci (maggio 2025).

Una vita vissuta in trincea, con la consapevolezza – maturata nel dolore – che ogni errore si paga. De Santis racconta il suo percorso: un’infanzia segnata dall’abbandono e dalla violenza domestica, la fascinazione giovanile per la militanza estrema, gli anni della criminalità, l’arresto, il carcere e infine la rinascita. Con uno stile diretto e spesso provocatorio, si espone fino in fondo: parla di sé, degli errori, della solitudine, dei legami, della fede calcistica, ma anche della forza che serve per non lasciarsi morire dentro, nemmeno quando tutto sembra perso.

La prefazione della Dott.ssa E. C., che ha seguito l’autore nel suo percorso terapeutico e legale, aggiunge una chiave di lettura fondamentale: Mi racconto così non è solo uno sfogo, è l’atto finale di un lungo processo interiore che ha restituito a Massimiliano De Santis una vita degna di essere vissuta.

Il commento del direttore

Questo non è un libro “comodo”. Mi racconto così è una testimonianza che lascia il segno, e va letto esattamente per questo. Non offre alibi né indulgenze: chi scrive si assume la responsabilità piena della propria storia, senza nascondere le zone buie né cercare facili assoluzioni. Ma nella sua brutale onestà, questo libro ha una forza rara: quella della verità.

Massimiliano De Santis si definisce senza ambiguità un uomo della destra estrema, e non nasconde – anzi rivendica – il fascino che su di lui ha esercitato l’ideologia fascista, vissuta come scelta radicale e contrapposta all’ambiente familiare e sociale in cui è cresciuto. Personalmente credo nella libertà politica, certo, ma anche nel dovere di difendere i valori democratici, soprattutto quando vengono messi in discussione da nostalgie pericolose.

Detto questo, Mi racconto così non è un manifesto ideologico. È un racconto di vita. È il percorso, spesso violento e doloroso, di un uomo che ha conosciuto il crimine, la galera, la solitudine e ha provato – anche attraverso la scrittura – a non lasciarsi spegnere. In questo senso, è un libro che parla anche a chi non ha nulla a che spartire con le idee dell’autore, ma riconosce il valore universale della ricerca di riscatto, della lotta per tornare liberi dentro e fuori.

La libertà di raccontarsi resta un diritto fondamentale. E a chi ha il coraggio di farlo senza nascondersi, va almeno riconosciuto lo sforzo di mettersi a nudo.

Leggi di più