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“Paghiamo acqua non potabile come se fosse potabile”: si lavora alla diffida collettiva contro Talete

“Paghiamo acqua non potabile come se fosse potabile”: si lavora alla diffida collettiva contro Talete

Decine di cittadini, molti con le bollette in mano, hanno preso parte all’incontro dedicato ai problemi legati a Talete. Hanno raccontato disagi, aumenti, dubbi sulle letture dei contatori e soprattutto criticità sulla qualità dell’acqua. “È successo di bere e usare l’acqua senza sapere che non fosse potabile”, è stato denunciato nel corso della riunione, mentre tra le segnalazioni sono emersi anche problemi relativi ai cambi dei contatori: “Nessuno ci ha avvisato”.

Il coordinatore di USICONS, Massimiliano Gualdi, ha spiegato che a Fabrica di Roma è già partita una diffida collettiva contro Talete con la nascita di un comitato cittadino e che questa sarebbe la strada da intraprendere anche a Monterosi, parlando anche di una possibile class action e della richiesta di un incontro con il Prefetto.

L’acqua è un bene comunitario”, ha dichiarato invece la Presidente del Comitato Cittadino Acqua e beni comuni di Monterosi, Erminia Supino. “Non abbiamo intenzione di pagare acqua non potabile come se fosse potabile”. Secondo quanto annunciato, la diffida collettiva sarà soltanto il primo passo: “Poi procederemo con una denuncia, perché i cittadini pagano acqua non potabile ma il contratto parla di acqua potabile”, ha spiegato il coordinatore USICONS.

Durante il confronto si è discusso anche dei dearsenificatori, ritenuti da alcuni presenti costosi e poco efficaci, mentre non sono mancate critiche verso le amministrazioni locali: “Monterosi, come altri comuni, è azionisa di Talete e non si muovera”. Tra i presenti anche una cittadina di 75 anni con una bolletta da circa 700 euro. “È la legge del più forte”, ha commentato una partecipante, mentre un’altra ha parlato di “poche tutele per gli utenti”.

Nei prossimi giorni partirà la raccolta adesioni sul territorio per la diffida collettiva. Tra le richieste rivolte a Talete ci saranno il rimborso del 50% delle somme già fatturate nei periodi di non potabilità, un rimborso forfettario per le spese sostenute dai cittadini per l’acquisto di acqua potabile sostitutiva, lo stop alle fatture ritenute errate e lo scorporo automatico del 50% della quota relativa alla “materia prima” quando l’acqua non risulta potabile.

Intanto continua a crescere anche la mobilitazione online. La pagina Facebook del comitato si avvicina già ai 100 membri.

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