Referendum giustizia, Giorgia Meloni non è più invincibile: il NO vince, ma a Monterosi il 56% vota SÌ
I dati del referendum sulla giustizia parlano chiaro: il NO è avanti con un margine vicino ai otto punti percentuali, una differenza ampia che segna una frattura evidente tra la linea del governo e la scelta degli elettori. Giorgia Meloni non è più invincibile, la narrazione di una leadership solida, capace di reggere ogni passaggio politico, oggi si incrina.

A pesare in modo decisivo è anche il dato generazionale, sono i giovani ad aver fatto vincere il NO, con un vantaggio superiore ai 20 punti tra i 18 e i 34 anni (61,1% contro 38,9%). Un segnale politico forte, che indica una distanza netta tra le nuove generazioni e la proposta sostenuta dal governo, mentre solo tra gli over 55 il SÌ riesce a prevalere, e peraltro di misura.

In questo quadro nazionale, Monterosi si muove in controtendenza. Su 3.352 aventi diritto hanno votato in 2.032, con un’affluenza del 60,62%. Nel nostro comune il SÌ prevale con 1.136 voti, pari al 56,24%, contro gli 884 voti del NO, fermo al 43,76%. Uno scarto di oltre 12 punti percentuali che ribalta completamente il dato nazionale e conferma un orientamento locale diverso.

Un risultato che si inserisce in un contesto territoriale simile, anche nei comuni con cui confina Monterosi il SÌ tiene: Nepi al 53,26%, Sutri al 52,54% e Ronciglione al 58,09%.
A Monterosi, la campagna è stata visibile e capillare. Il circolo Fratelli d’Italia, guidato dalla segretaria Federica Boccolini, ha portato avanti un lavoro fatto di volantinaggi, gazebo e manifesti, rivendicando oggi il risultato locale: «Personalmente sono molto contenta che su Monterosi il lavoro che abbiamo fatto come circolo (volantinaggio, gazebo e manifesti) ci abbia premiato. Risultato riproposto anche a livello provinciale che è sintomo di grande compattezza. Ovviamente resta il rammarico per un’occasione persa, ma è la democrazia e lo accettiamo». Dichiara Boccolini.

Di segno opposto la lettura del Partito Democratico. Simone Filippelli parla di una sconfitta politica del centrodestra e di un passaggio tutt’altro che inatteso: «Era una vittoria annunciata; viene da una destra corsa ai ripari negli ultimi mesi, raffazzonata negli interventi confusi ed in totale delirio di onnipotenza, fortunatamente disatteso dalle coscienze della maggioranza degli italiani votanti. Dai risultati emerge che il Paese è spaccato in due, e fortemente polarizzato; tuttavia, questa vittoria non deve essere per il fronte del “NO” una scusa per adagiarsi sugli allori, ma un comune punto di avvio per costruire un’alternativa coerente e capace di fare opposizione sui temi caldi che da tempo andrebbero discussi a fondo: lavoro, sanità e diritti. La battaglia continua».

Insomma, che lo si voglia o no, il risultato è politico. E, come spesso dicono proprio dalle parti di Fratelli d’Italia, questa è la “volontà del popolo”. Una volontà che oggi apre una crepa e che, inevitabilmente, avrà effetti nei prossimi mesi.