Tensione alla Madonna della Neve: “Mandato via dalla chiesa che abbiamo restaurato”. Il caso arriva in Vaticano
“Sono rimasto umiliato. Quella chiesa è di tutti”. È amareggiato Mario Agrestini, storico maestro monterosino che insieme a tanti cittadini partecipò anni fa al recupero della chiesa della Madonna della Neve, oggi al centro di un caso che sta facendo discutere il paese.
La vicenda è esplosa questa mattina, durante le celebrazioni religiose svoltesi alla Madonna della Neve, oggi utilizzata dalla comunità ortodossa romena di Monterosi. Secondo quanto raccontato telefonicamente da Agrestini a Monterosi24, durante la funzione celebrata dal sacerdote ortodosso, al momento del segno della croce il maestro avrebbe fatto il gesto secondo la tradizione cattolica. A quel punto un uomo, tra i 30 e i 40 anni, gli si sarebbe avvicinato invitandolo ad uscire dalla chiesa.
“Mi ha detto all’orecchio: ‘Se ne vada via da qua’”, racconta Agrestini. “Non ce l’abbiamo con il culto ortodosso, ma quella chiesa è stata restaurata dalla popolazione monterosina ed è una chiesa di tutti”.
Il clima, secondo il racconto, avrebbe lasciato profondo rammarico anche per alcune modifiche interne: “Hanno coperto l’altare, il quadro della Madonna della Neve era al buio”. Un episodio che ha riacceso polemiche e interrogativi mai del tutto chiariti sulla concessione della storica chiesetta cattolica alla comunità ortodossa romena.

La storia della Madonna della Neve
La chiesa della Madonna della Neve rappresenta uno dei simboli storici e religiosi di Monterosi. Nel 2011, dopo lavori di recupero e ristrutturazione portati avanti anche grazie all’impegno della popolazione e dello stesso Mario Agrestini, la chiesa venne restituita alla comunità con una solenne inaugurazione alla presenza del vescovo Romano Rossi.

Nel 2024, però, sotto l’amministrazione Giglietti - la struttura di proprietà del Comune - è stata concessa alla comunità ortodossa romena. Una decisione che oggi torna al centro del dibattito.

Secondo Agrestini, molti aspetti della vicenda resterebbero poco chiari: “È avvenuta una cosa che non ha precedenti a Monterosi”.
Le lettere al Vaticano
Il caso è arrivato fino al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Nelle lettere inviate da Mario Agrestini al Vaticano vengono chiesti chiarimenti sulla concessione della chiesa cattolica alla comunità ortodossa.
Nella risposta ufficiale del 23 aprile 2026, firmata dal vescovo sottosegretario Aurelio García Macías, il Vaticano spiega che:
“Per situazioni di necessità, è facoltà del Vescovo concedere a comunità cristiane non cattoliche l’uso di una chiesa cattolica, purché tale concessione non arrechi pregiudizio alla normale vita liturgica della comunità cattolica”.
Lo stesso Dicastero precisa però che la questione rientra nella competenza del vescovo diocesano e che eventuali chiarimenti devono essere richiesti alla Curia.
Ed è proprio qui che, secondo Agrestini, emergerebbero dubbi e contraddizioni. In una successiva comunicazione inviata al Vaticano, il maestro riferisce di aver parlato con il professor Claudio Canonici dopo contatti avuti tra il Dicastero e la Diocesi di Civita Castellana. Nel documento Agrestini sostiene che “in Diocesi nessuno ha saputo dire chi ha autorizzato questa cosa”.
Una frase che alimenta ulteriormente gli interrogativi sulla procedura seguita per la concessione della chiesa.
I dubbi sulla concessione
Tra le questioni sollevate vi sarebbero anche aspetti canonici e amministrativi. Secondo quanto sostiene Agrestini, la Madonna della Neve sarebbe ancora una chiesa cattolica consacrata e non risulterebbero atti pubblici relativi ad una eventuale sconsacrazione o ad una concessione formale.
Da qui le domande che oggi circolano in paese: la Diocesi era stata pienamente coinvolta? Chi avrebbe autorizzato l’utilizzo stabile della struttura?
Domande alle quali, al momento, non risultano risposte ufficiali.
Nel frattempo Agrestini annuncia di voler promuovere una raccolta firme affinché la chiesa resti aperta a tutti:
“Voglio poter tornare alla Madonna della Neve anche se non sono ortodosso. Quella chiesa appartiene alla comunità”.