Approvato il Controllo di Vicinato: ecco i referenti e come funziona il progetto
Il Consiglio Comunale, il 14 marzo, ha dato il via libera alla realizzazione del Protocollo d’Intesa “Controllo di Vicinato”, sottoscritto il 23 gennaio 2025 presso la Prefettura di Viterbo. L’iniziativa, promossa dall’assessore Vittorio Totonelli, è stata portata avanti insieme a Flavio Bertolotti, suo stretto collaboratore, che ha ricevuto la nomina di coordinatore del progetto. Sostegno al progetto anche da parte della minoranza, che ha votato favorevolmente.
La decisione arriva dopo numerosi furti e tentativi di furto nei mesi scorsi, che hanno acceso il dibattito sulla sicurezza nel territorio. Il Comune aveva cercato di potenziare la videosorveglianza partecipando a un bando regionale, ma è risultato non idoneo al finanziamento. Secondo l’assessore Totonelli sarebbero in arrivo comunque fondi supplementari.
Nel frattempo, l’amministrazione - dopo il finanziamento ai residenti ad un corso di difesa personale - ha deciso di puntare sulla collaborazione tra cittadini, avviando il Controllo di Vicinato come risposta al problema della sicurezza.
Nel corso del Consiglio sono stati nominati anche i referenti delle varie zone:
• Maria Maddalena Tamantini (Zona 1)
• Giorgio Gallo (Zona 2)
• Tommaso Martone (Zona 3)
• Sara Mengarelli (Zona 4)
• Valerio Catalini (Zona 5)
Come funziona il Controllo di Vicinato?
Il progetto si basa sulla collaborazione tra cittadini e Forze dell’Ordine per prevenire situazioni di rischio e garantire maggiore sicurezza sul territorio. I residenti, senza mai sostituirsi alle forze di polizia, svolgono un’attività di mera osservazione e segnalazione.
Secondo il vademecum, il gruppo di Controllo di Vicinato:
Presta attenzione a ciò che avviene nella propria zona nella vita quotidiana.
Segnala al proprio referente situazioni inusuali o sospette.
Collabora con i vicini attraverso forme di reciproca assistenza.
Crea canali di comunicazione rapida con i referenti (ad es. WhatsApp, catene telefoniche).
Aiuta a individuare fattori di rischio ambientale che potrebbero favorire furti o truffe.
Cosa NON fa il Controllo di Vicinato?
Il Controllo di Vicinato non è un’attività di polizia privata e non prevede azioni dirette.
Non interviene in caso di reato.
Non effettua pattugliamenti.
Non svolge indagini né scheda persone.
Non si intromette nella sfera privata altrui.
L’unico comportamento corretto in caso di pericolo è chiamare immediatamente il 112.
Il Controllo di Vicinato è un modello di sicurezza partecipata, che punta a rafforzare il senso di comunità e la collaborazione con le istituzioni, senza generare allarmismi o situazioni di rischio per i cittadini. Il progetto segue altri esempi già attivi in diverse parti d’Italia e, secondo il sindaco Giglietti, rappresenta uno dei primi casi nella provincia di Viterbo, segnando un passo importante verso una maggiore sicurezza condivisa.