Ultime notizie
--:-- ☀️ --°
Caricamento articoli…

Borse lavoro, il Sindaco si autoassolve. Ma la sua condanna è già scritta

Borse lavoro, il Sindaco si autoassolve. Ma la sua condanna è già scritta
02335483-d92b-479b-bc04-699f3c3d1980_1280x720


Di Urbano Del Drago

Oggi con piacere ospitiamo un intervento di un illustre monterosino, che a causa della sua professione non può intervenire nel dibattito pubblico con le sue generalità ed utilizza quindi un nome storico legato alla storia del nostro paese.

Alla fine, sul pasticcio delle borse lavoro a Monterosi, il Sindaco ha dovuto ammettere di aver sbagliato. Non un peccato mortale, come lui stesso ha detto, ma qualcosa che fino a qualche anno fa avrebbe avuto rilievo penale. Questa, pur senza aver assistito di persona, mi pare la sintesi del consiglio comunale di venerdì: un nuovo regolamento sulle attività sociali per cercare di dare una mano di vernice a una gestione a dir poco disinvolta.
Facciamo un passo indietro. Le borse lavoro, nate prima del Covid per aiutare il reinserimento lavorativo di persone in difficoltà, a Monterosi sono state assegnate con criteri quantomeno discutibili. Un bando pubblico disatteso, graduatorie trasparenti previste ed ignorate, borse lavoro date anche ad amici e parenti. Si è arrivati a riconfermare più volte le stesse persone, in aperta violazione delle regole. E il colmo? Il regolamento comunale è stato modificato direttamente in Giunta, invece che in consiglio, un colpo di mano totalmente illegittimo che altrove avrebbe scatenato il finimondo.
A far emergere tutto è stato un sito di notizie locali, gestito da un giovane giornalista che merita la nostra ammirazione. Ha avuto il coraggio di pubblicare le irregolarità, grazie a una segnalazione di un cittadino e, in seguito, alla pressione – prima timida, poi più determinata – della minoranza in consiglio comunale.
Il punto è che qui non parliamo di un banale pasticcio burocratico. Utilizzare le borse lavoro per rattoppare le falle della macchina comunale e darle anche ad amici e parenti è un abuso inaccettabile. Parliamo di fondi destinati ai più fragili, a chi ha bisogno di un aiuto per rimettersi in piedi. Ma a Monterosi sono stati usati per altro. E in un Comune più grande, con un’opposizione più solida e una stampa ancora più agguerrita, questo sarebbe costato al Sindaco la poltrona.
No, dottor Giglietti. Il Comune non è una succursale del suo ambulatorio. Non è una sua proprietà privata. Esistono regole, esistono norme di trasparenza, e anche lei, con il suo piglio risoluto e il suo carattere, deve rispettarle. Non può semplicemente cambiarle a suo piacimento per sistemare le cose come meglio le aggrada.
Venerdì ha fatto approvare un nuovo regolamento, ed è un dato di fatto. Ma può solo dirsi fortunato che il reato di abuso d’ufficio sia stato recentemente abolito, perché – lei lo sa bene, caro Sindaco - altrimenti un’inchiesta della Procura non sarebbe stata improbabile. Nel frattempo, sono stati fatti due esposti: vedremo se e quando arriveranno conseguenze concrete. Una cosa, però, è certa: con quell’approvazione non ha fatto altro che ristabilire la legalità. E così, Sindaco, la sua condanna morale l’ha già pronunciata da solo, venerdì, nel suo consiglio comunale.

Leggi di più