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ESCLUSIVA – Incendia la palestra Next: arrestato 28enne, sui social contenuti di propaganda pro-Hamas

ESCLUSIVA – Incendia la palestra Next: arrestato 28enne, sui social contenuti di propaganda pro-Hamas
La palestra Next in fiamme, a destra il giovane mentre si allena nella sala da box

Corriere di Viterbo, pag. 7, edizione del 28/04/2026 di Nicolae Galea

E’ un 28enne siriano, A. M., che domenica pomeriggio si stava allenando nella palestra Next, il giovane fermato dai carabinieri di Faleria con l’accusa di aver appiccato l’incendio che ha devastato parte della struttura tra Nepi e Monterosi. Il suo arresto è stato convalidato ieri mattina al termine della direttissima celebrata al tribunale di Viterbo di fronte al giudice Rocchi. Per lui il pm aveva chiesto i domiciliari.

Intanto emergono nuovi elementi legati alla personalità del giovane. Il suo profilo social, pubblico e tuttora accessibile, oltre a numerose foto che lo ritraggono proprio nella palestra che ha incendiato, contiene infatti post riconducibili alla propaganda filo Hamas e all’estremismo radicale islamista. In alcuni filmati condivisi dal giovane compaiono riferimenti espliciti ad Abu Ibrahim, ovvero Yahya Sinwar, leader di Hamas a Gaza, accompagnati da un linguaggio fortemente connotato in senso bellico: “battaglia finale”, “guerra”, “scontro di esistenza”. Le immagini richiamano l’estetica dei gruppi militanti, con simboli, figure armate e messaggi di mobilitazione religiosa e martirio islamico(una narrazione ideologica in cui la morte viene rappresentata come sacrificio eroico e ricompensato nell’aldilà). Non semplici prese di posizione sul conflitto in Medio Oriente, insomma, ma una narrazione che legittima la violenza e la vendetta e costruisce un immaginario di scontro totale. Elementi che, alla luce di quanto accaduto, saranno sicuramente valutati con attenzione dagli inquirenti.

Video raffigurato il leader di Hamas condiviso dal giovane

Ancora ieri all’ingresso della Next erano evidenti i segni della violenza: vetrate spaccate, vetri infranti a terra e danni diffusi a tutta l’area di accesso. Ma non solo. Secondo quanto emerso, domenica pomeriggio all’interno sarebbero stati distrutti anche porte finestre, specchi e condizionatori, aggravando ulteriormente il bilancio dei danni per una struttura che proprio di recente era stata oggetto di un importante intervento di ammodernamento. Secondo quanto ricostruito, almomento dell’intervento dei carabinieri altri due clienti si erano allontanati dalla palestra, impauriti da quanto stava accadendo. Gli inquirenti lavorano senza sosta per chiarire nel dettaglio la dinamica e soprattutto il movente. Tra le persone accorse sul posto mentre erano in corso le operazioni di spegnimento, in molti parlavano di un possibile “raptus” del giovane siriano, una spiegazione però tutta da verificare e che al momento non trova riscontri ufficiali. Infine, a parlare è soprattutto l’amarezza di uno dei titolari. “E’ il lavoro di una vita andato in fumo. Nella nostra palestra siamo sempre stati una grande famiglia, non era mai successo nulla del genere. Difficile trovare le parole”, dice Veronica Iovino. Parole che restituiscono il senso di una ferita profonda per la comunità, ancora sotto shock.

A raccontare il peso di quanto accaduto è anche Giovanni De Carolis, proprietario della palestra ed ex pugile, figura conosciuta nell’ambiente sportivo anche oltre i confini della Tuscia: 'Ha bruciato la sala boxe, il ring e tutto quello che c’era dentro. Non riesco a capire il motivo di un gesto del genere', spiega. Per De Carolis, però, il danno non si misura solo in attrezzi, macchinari e locali da rimettere in piedi. 'Fa male perché qui ci sono quasi vent’anni di lavoro, di sacrifici e di sogni condivisi con tanti ragazzi'.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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